La tremarella dei biologi
| Pubblicato su: | Leonardo, anno V, fasc. 24, p. 226 | ||
| Data: | aprile-giugno 1907 |

pag. 226
Dopo più di mezzo secolo di esperienze, di scandali, di smentite e di polemiche i biologi italiani si son decisi ad ammettere la medianità. Le ultime confessioni di Lombroso, le ultime esperienze di Morselli e di Foà — per parlare solo dei più noti — consacrano questa entrata dei fenomeni fisici nella scienza. Essi cominciano col riconoscere et pour cause, i fenomeni fisici, cioè le sedie che si muovono, i tavolini che si alzano, i tamburelli che suonano a distanza e anche, con una certa precauzione, le materializzazioni ma son dominati dalla paura di dover ammettere ancora dell'altro. Quest'altro sarebbe, naturalmente, la sopravvivenza dell'anima, la reincarnazione e simili cose. Essi perciò si sforzano di spiegare meglio che possono i fatti fisici e, con l'aiuto del subliminale, del medio e dei fenomeni elettrici, ci riescono abbastanza bene. Per le altre cose, essi dicono, non ci sono ancora abbastanza prove. I messaggi di Mrs. Piper son sospetti, le scritture medianiche non sono abbastanza interessanti; mancano completamente le prove d'identità.
Tutto ciò sarà vero o falso ma ciò non toglie che i biologi italiani hanno una gran paura di andare più in là e di dover ammettere per forza che ciò ch'essi dichiarano incompatibile con la scienza ha soltanto il torto di essere reale. Mi ricorderò sempre il gesto di spavento col quale Enrico Morselli rigettò sulla tavola, in mia presenza, un libro inquietante di Hyslop. Soltanto Lombroso si spinge più in là degli altri e non esita a dire che anche nell'occultismo ci dev'essere del vero. Disgraziatamente il suo credito scientifico è così compromesso che il suo certificato di fiducia dovrebbe impensierir gravemente gli spiritisti.
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